Caritas Diocesana Ruhengeri

Le prime collaborazioni di Jardin de los Niños nella realtà ruandese sono contingenti al periodo del genocidio avvenuto nel 1994, a causa del quale milioni di persone sono morte e altrettante sono scappate rifugiandosi nella vicina Repubblica Democratica del Congo dove hanno trovato “accoglienza” nei campi di caffè o sopra i vulcani spenti in attesa degli aiuti internazionali. In quel periodo l’Associazione è intervenuta fornendo aiuti sanitari, alimentari, di accoglienza, in particolare verso gli orfani, le mamme vedove, le persone affette da grossi problemi di malnutrizione e le vittime di violenze di ogni genere.

Nel 1996 è iniziata la demolizione dei campi profughi in Congo che ha determinato il rientro dei rifugiati ruandesi nel loro paese. È proprio in quell’anno, 1996, che è iniziata la collaborazione con la Caritas Diocesana di Ruhengeri, nella capitale del distretto di Musanze nel nord del Rwanda. Il primo progetto avviato in partenariato era rivolto alle persone ammalate di AIDS, malattia che, all’epoca, stava mietendo molte vittime e costringeva a vivere ai margini della società le numerosissime persone di un popolo già piagato dalle conseguenze del genocidio. L’Hospice è stato costruito per poter accogliere gli ammalati nella fase terminale della loro vita, per dare loro assistenza e dignità negli ultimi giorni che rimanevano loro da vivere. In contemporanea sono stati formati infermieri affinché curassero quanti più ammalati possibili anche al di fuori dell’Hospice (nelle “case” o per strada), facessero attività di formazione e prevenzione; sono stati distribuiti medicinali e, parallelamente, sono stati avviati progetti di accoglienza per i figli orfani e per la costruzione di piccole e dignitose case per quanti non avevano la possibilità di avere un riparo.

È dal 2006 che la collaborazione tra Jardin de los Niños e Caritas Diocesana Ruhengeri prosegue ininterrottamente in un crescendo di progetti che coinvolgono tutti i settori di intervento dell’associazione e che puntano all’autonomia e all’autopromozione di tutti i beneficiari coinvolti:

  • progetti di assistenza per persone affette da AIDS, detenuti, bambini orfani e mamme vedove;

  • progetti agroalimentari;

  • progetti di captazione idrica e di approvvigionamento;

  • progetti per la costruzione di case e latrine;

  • progetti di formazione professionale, anche in ambito sanitario;

  • progetti a sostegno dell’educazione e dell’istruzione;

  • microcredito e sostegno all’avvio di piccole attività generatrici di reddito.

Ad oggi più di 20.000 persone hanno beneficiato direttamente dei risultati ottenuti dai numerosi progetti, in particolare bambini e donne sole o vedove ma con figli a carico.