Marzo 2026
Dal Rwanda a Padova:
la voce di chi lavora ogni giorno accanto alle comunità rurali
Da molti anni l’associazione Jardin de los Niños sostiene progetti agricoli in Rwanda in collaborazione con Caritas Ruhengeri.
Dietro queste iniziative ci sono persone che ogni giorno lavorano accanto alle comunità locali per migliorare la sicurezza alimentare e creare nuove opportunità per le famiglie. Tra queste c’è Modeste, agronomo e veterinario, che segue da vicino i progetti sul territorio e accompagna contadini e allevatori nel loro percorso di crescita. Nei scorsi giorni è stato a Padova e gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo lavoro, le sfide che affrontano le famiglie rurali e il contesto in cui operano.
Puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo percorso come agronomo e veterinario in Rwanda?
Mi chiamo Modeste Sezibera. Sono nato nel 1971 in quello che allora era lo Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo. Sono padre di 4 figli: 2 femmine e 2 maschi. Ho completato gli studi primari e secondari in Congo, studiando chimica e biologia, seguiti da 3 anni di agronomia. Ho poi trascorso 6 anni all’università in Rwanda, studiando medicina veterinaria.
Come sei arrivato a collaborare con Caritas Ruhengeri?
Grazie a Caritas Ruhengeri ho trovato un benefattore italiano, il Dott. Colombo, ex presidente dell’Associazione Mondo Giusto di Lecco, che ha sostenuto i miei studi universitari. La mia famiglia non poteva permettersi di pagare la retta per la facoltà di veterinaria, che era troppo costosa. È stato grazie a questa adozione che ho potuto completare gli studi. Dopo la laurea, ho sviluppato una passione per il lavoro con Caritas perché mi sentivo parte di una famiglia. È così che nel 2009 sono stato assunto nel dipartimento di sviluppo di Caritas per aiutare le persone indigenti a promuovere il loro sviluppo olistico.
In cosa consiste oggi il tuo lavoro quotidiano con le comunità locali?
Il mio lavoro consiste nel partecipare attivamente all’attuazione della missione di Caritas Ruhengeri: assistere i bisognosi e promuovere lo sviluppo integrale dell’umanità. Significa contribuire a creare una comunità di persone che rispettino la dignità umana, una comunità libera da discriminazioni, povertà, malattie e ingiustizie. L’obiettivo del mio lavoro quotidiano è cercare di dare forza ai più vulnerabili e trasformare la società in una civiltà dell’amore, promuovendo la solidarietà, la pace e la giustizia sociale, e aiutando chi è in difficoltà. Il mio lavoro quotidiano con la comunità locale comprende azioni concrete come l’identificazione di individui vulnerabili, le visite domiciliari, le valutazioni partecipative dei bisogni, la formazione e il trasferimento di conoscenze pratiche, la facilitazione dello sviluppo di micro-progetti e la fornitura di consulenza tecnica.
Quali sono oggi le principali difficoltà che affrontano le famiglie contadine nella vostra zona?
Le difficoltà sono molte.
Le dimensioni ridotte delle aziende agricole familiari: molte famiglie coltivano meno di un ettaro a causa dell’elevata densità di popolazione del paese che raggiunge ormai i 600 abitanti per chilometro quadrato.
La riluttanza delle banche a collaborare con gli agricoltori: molte banche e istituzioni di microfinanza si rifiutano di lavorare con le famiglie di agricoltori (rifiutando la concessione di microcrediti). Quelle che lo fanno impongono tassi di interesse elevati. Le famiglie di agricoltori non dispongono di capitali per gli investimenti.
Il territorio costantemente accidentato che aggrava l’erosione idrica: la terra delle mille colline è soggetta a significativa erosione e inondazioni. Questo impoverisce il suolo perché i nutrienti vengono dilavati dall’acqua.
Le forti piogge che compromettono la produzione agricola nel nord del paese: il periodo da marzo a giugno di ogni anno è caratterizzato da forti piogge. Il controllo e la lotta contro le malattie fungine diventano molto difficili e i raccolti vengono spesso danneggiati dalla pioggia, causando una diminuzione sia della qualità che della quantità dei raccolti.
I servizi meteorologici inefficaci: i dati meteorologici presentano spesso un ampio margine di errore e non consentono agli agricoltori di agire di conseguenza.
Qual è il ruolo dell’agricoltura nella vita delle comunità del nord del Rwanda?
L’agricoltura è fondamentale per la sicurezza alimentare della popolazione e per l’economia del paese grazie all’esportazione di di prodotti quali caffè, tè, prodotti zootecnici, cereali, pelli, piretro e prodotti ortofrutticoli.
L’83,1% della produzione agricola del Rwanda proviene da piccoli agricoltori e nel nord del paese il settore impiega circa il 64,5% della popolazione.
In che modo i cambiamenti climatici stanno influenzando il lavoro degli agricoltori?
Le forti piogge nel nord del paese, unite alla siccità nell’est, stanno riducendo significativamente i raccolti.
In Rwanda, dove le previsioni meteorologiche stanno diventando sempre più difficili, gli agricoltori perdono in media circa il 40% del loro raccolto.




Ma questo è solo l’inizio di un racconto fatto di impegno quotidiano, sfide difficili e piccoli grandi cambiamenti che nascono dal lavoro condiviso con le comunità locali. Le parole di Modeste ci ricordano quanto ogni gesto, ogni progetto, ogni relazione costruita nel tempo possa diventare un seme di futuro.
Sii anche tu parte di questo cambiamento e sostieni il progetto “Semi di Futuro”
il tuo contributo aiuta concretamente le donne rwandesi a rafforzare la propria sicurezza alimentare, a migliorare le tecniche agricole e a costruire nuove opportunità per il domani.
Nella prossima newsletter vi porteremo ancora più vicino a questa realtà: entreremo nel cuore del progetto realizzato insieme a Caritas Ruhengeri e scopriremo le storie, i volti e i risultati concreti che stanno trasformando la vita di tante famiglie.
Vi aspettiamo per continuare insieme questo viaggio!