E’ sbocciata una nuova primavera per gli anziani più fragili del barrio

Periferia di Posadas, barrio San Jorge. Tra le strutture gestite da Jardin e rivolte alle fasce più disagiate della popolazione, ne spicca una particolarmente colorata, ospitale e gioiosa, nonostante le difficili storie di vita degli ospiti: è il Centro Terza Età, più amorevolmente chiamato Club de Abuelos (club dei nonni) La Primavera.

Il Centro -raccontano le coordinatrici- è sorto nel 1992 e attualmente  conta su di uno spazio di 1350 mq dove si trovano un salone comunitario  coperto con annessa cucina, bagni e deposito,  un portico, un giardino, un  orto e 6 cosiddetti “monoambienti”, ossia mini alloggi per i 6 anziani che  risiedono stabilmente al Club e che possono IMG_5195contare su, oltre ad un luogo  sicuro in cui vivere, alimentazione, vestiario, igiene, accompagnamento  nelle pratiche amministrative (ad esempio, richiesta di pensione o di  documenti), attività ricreative e -aspetti più importante in questa e in  qualsiasi momento della vita dell’individuo- compagnia e affetto.

La struttura funziona anche come punto di aggregazione diurno degli anziani abbandonati del quartiere che frequentano il centro durante la giornata, usufruendo della mensa e delle  attività che vengono organizzate in base ai fondi a disposizione (a volte  gite e piccole feste per allietare tutti). L’obiettivo principale è quello di  restituire loro la sensazione di poter fare, di essere amati e  anche –perché no- di potersi divertire.

Gli anziani delle baraccopoli infatti sono spesso abbandonati a se stessi,  considerati come peso e privi di  affetto. “Arrivano da noi” racconta  l’equipe” con la paura di non essere accettati, timorosi e sfiduciati, perché la maggior parte di essi hanno subito reiterati abusi in  casa, maltrattamenti fisici e DSC_0564psicologici, carenza di igiene e  cibo, sottrazione della pensione di lavoro o sociale e non solo  da parte di vicini o persone che si definivano amiche, ma anche  da parte dei familiari… Noi cerchiamo di creare un ambiente in cui si  sentano liberi e sicuri nel denunciare simili abusi. Facciamo tutto il possibile per dare loro il nostro meglio e l’appoggio morale di cui hanno
bisogno per affrontare giorno dopo giorno le problematiche che  insorgono in questa età. Cerchiamo di fare in modo che comprendano e che interiorizzino che l’anziano ha diritti che devono essere rispettati da parte di tutti, visto che ciascuno di noi diventerà anziano.”

A metà aprile, su impulso delle psicologhe volontarie italiane presenti a Posadas, è partito un progetto di arte terapia con i nonnini e le nonnine che frequentano il Club. Francesca e Annalisa ci spiegano che “il cuore delle attività  sarà centrato sull’arte come modo per esprimere ciascuno le proprie capacità e i propri talenti, senza pregiudizi, né giusto DSC_0557o sbagliato e con la consapevolezza di avere piena libertà di esprimersi. Ognuno con le sue potenzialità si  è messo in gioco, noi e nessuno di noi può e vuole giudicare quanto è stato fatto.  Come prima attività, abbiamo proposto di conoscerci attraverso i colori: con il pennello ognuno segna o disegna, con il proprio colore preferito, il foglio bianco, spiegando le ragioni della scelta e del “dibujo”. Ad esempio, Maximo (73 anni) ha scelto il celeste, perché gli ricorda l’Argentina,  Magina (79 anni) verde e viola, perché per lei rappresentano il primo gli alberi e l’energia della natura ed il secondo la forza di Gesù;  Felicia (73 anni) ha scelto il rosso perché era una danzatrice e le ricorda i fiori, mentre Maria (65 anni) l’azzurro e il giallo che sono i colori della squadra di calcio argentina “boca” e Teresa (62 anni) rosso e verde come la speranza e l’amore. ”

 E per i nonni accolti al Club speranza e amore sono divenuti,  così come dovrebbe essere a tutte le età e le latitudini,  quotidianità.

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